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ita quotidiana: come si comportavano più di seicento anni fa?

e si vuole vivere in una determinata società bisogna conoscerla a fondo per meglio integrarsi e comprenderne il contesto culturale.

Man mano che passa il tempo la scarsa visibilità aumenta. E fa più freddo. Vi stringete nel vostro cappotto e cercate di andare avanti ma la luce dei lampioni e dei semafori si dilegua e anche i rumori delle auto, degli autobus sembrano lontani e si abbandonano quasi del tutto in questa quiete pressoché irreale. A poco a poco perdete del tutto il senso dell'orientamento e la percezione della realtà ma il vociare delle persone si fa presto più insistente. C'è qualcosa di strano. Gli odori che percepite non sono più gli stessi, non più benzina o smog ma effluvi di cibo, animali e legna bruciata vi riempiono le narici. E ora che ci fate caso anche il trambusto é difforme. Il ronzio di sottofondo, i motori e i clacson sono stati sostituiti, da nitriti di cavalli, grugniti di maiali e starnazzare di oche.

E' sorprendente! Siete sempre a Milano ma vi trovate in un'epoca diversa da quella dove avete sempre vissuto. Eppure tutto questo vi sembra molto familiare. Vi muovete a vostro agio, le vesti sono confortevoli, comprendete perfettamente ciò che dice la gente, sapete cosa fare e dove andare, insomma agite in modo molto naturale. 

Osserviamo da vicino e meglio dove siete e cosa fate!

Qualcosa da leggere..........

Titolo: "L'uomo medievale"

Autore: a cura di Jacques Le Goff

Editore: Laterza

Commento: Diversi autori, ognuno specializzato nel proprio argomento ci mostrano uno spaccato di vita dell'"uomo medievale". Condensate in un solo libro infatti riusciamo a cogliere le differenze sostanziali tra le varie categorie e ceti, sicuramente in maniera più approfondita di come siamo sempre stati abituati a vederle. Monaci, mercanti, contadini, artisti, cavalieri alla ribalta dunque.

Titolo: "Vita nel Medioevo"

Autore: Eileen Power

Editore: Einaudi

Commento: Analizza la vita quotidiana della gente comune: il mercante, il viaggiatore, la donna di casa, il contadino, la badessa, il fabbricante di panni. Forse l'unica nota stonata del libro è la presenza di un personaggio dal nome altisonante tra tanti di modesta estrazione o comunque non altrettanto celebri come Marco Polo. 

Titolo: "La vita quotidiana nel Medioevo"

Autore: Robert Delort

Editore: Laterza

Commento: Questo è stato uno dei primi lavori ad abbandonare la storiografia classica, fatta di date, luoghi e personaggi importanti per riscoprire l'uomo "semplice", una pedina fondamentale della storia troppo spesso dimenticata. Ecco allora la distinzione tra coloro che lavorano la terra o che lavorano in città, quelli che pregano e quelli che combattono. Con un fugace sguardo anche al loro ambiente.

Titolo: "La vita quotidiana a Firenze ai tempi di Dante"

Autore: Pierre Antonetti

Editore: Rizzoli

Commento: Scegliendo come riferimento una realtà cittadina italiana evoluta quale era Firenze ed un periodo di sviluppo della stessa tra la fine del XIII secolo e i primi decenni del successivo (corrispondente appunto all'età in cui visse Dante Alighieri), il saggio esamina gli aspetti fondamentali inerenti la vita privata, pubblica, economica, religiosa e culturale di una città italiana..

Titolo: "Il Medioevo giorno per giorno"

Autore: Ludovico Gatto

Editore: Newton & Compton

Collana: "Universale Storica Newton"

Commento: Un affresco ben riuscito su come doveva svolgersi la vita nel periodo. Al contrario dei testi precedenti che, partendo dai mestieri e dalle attività svolte descrivono l'ambiente, quest'opera parte dall'habitat stesso per arrivare a descriverci i personaggi che lo costellano.

Titolo: "Storia di un giorno in una città medievale"

Autore: Arsenio e Chiara Frugoni

Editore: Laterza

Commento: Scritto da Frugoni padre e compendiato dalla figlia Chiara, questo lavoro inquadra il modo di vivere quotidiano in una città italiana. Prendendo largo spunto dall'iconografia coeva, si focalizza perlopiù sul XIV secolo e sulla prima metà del successivo.

e abitazioni

Immaginate di passeggiare per Milano. Siete vicino a Sant'Ambrogio. C'è nebbia. Strano, una  nebbia così fitta a Milano non la vedevate da quando eravate  piccoli, era diventata un ricordo.

'abbigliamento
l sistema monetario
milanesi
esi e misure
alendari e ore
..........da vedere..........

Titolo: "Magnificat"

Regia: Pupi Avati

Commento: X Secolo. Appennino centrale. Come nella migliore tradizione di Pupi Avati questo film, indolente nel suo procedere, mostra gli aspetti più quotidiani del periodo avvicinandoci di molto alla realtà a scapito dell'azione delle grandi produzioni hollywoodiane a cui  siamo abituati. Un affresco cinematografico quindi inedito che ovviamente subisce l'influenza determinante del punto di vista dello sceneggiatore/regista.

Titolo: "La fontana della vergine"

Regia: Ingmar Bergman

con: Max von Sydow, Birgitta Petterson, Birgitta Valberg, Axel Düberg, Gunnel Lindblom

Commento: si basa su di una ballata svedese del XII secolo. La frugalità dei mezzi a disposizione,  l'interpretazione magistrale del regista lontano dalle produzioni hollywoodiane unite all'uso sapiente del bianco e nero rendono perfettamente l'ambiente e i modi di vita della società dell'epoca. Personalmente lo preferisco rispetto al "Settimo Sigillo".

..........e da ascoltare

Titolo: "Virtus asinaria"

Musicisti: Compagnia dell'asino che porta la croce

Etichetta:

Commento: Vino, donne e padreterno nella musica del medioevo. Così gli autori descrivono il loro disco. E in effetti si tratta di una raccolta, conviviale, che spazia tra atmosfere di festa, da taverna, d'amore e di vita. Un viaggio nella quotidianità.

Titolo: "Le Roman de Fauvel"

Musicisti: Clemencic Consort

Etichetta: Harmonia Mundi

Commento: E' forse l'unico caso di critica politica così esplicita dell'epoca. Composto tra il 1310 e il 1316 a Parigi, formato da 3000 versi, già con il nome (Fauvel), che è un'acronimo, sottolinea i vizi presenti nelle corti d'allora. Inverosimilmente attuale.

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Attraverso le cronache, i reperti o l'iconografia del periodo possiamo solo  immaginarci poche eventualità sull'esistenza o su come ci si comportava a Milano verso la metà del XIV secolo. Quello che abbiamo sono soltanto dei dati statici, piccole fotografie sotto agli occhi da cui attingere per supporre e trasformare le nozioni acquisite in ipotesi dinamiche. Esigue conoscenze da interpretare ed integrare fra loro.

Ma un edificio non sta in piedi senza le fondamenta. Ecco perché dobbiamo analizzare i diversi concetti secondo i metodi tradizionali per poi poter arrivare a conclusioni sensate. Ed è proprio quello che cercheremo di fare.

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