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rima di tutto partiamo da un assunto fondamentale se vogliamo meglio immedesimarci e capire ciò che realmente accadeva. Le persone del XIV secolo erano del tutto come noi, camminavano, mangiavano, scherzavano proprio come facciamo noi! Ogni situazione, ogni azione, ogni pensiero era molto simile a quelli odierni, ovviamente rapportato alla concezione dell'epoca, alle possibilità e alle conoscenze.

Vivere o rivivere?

La differenza fondamentale è il contesto (storico-culturale) che li circondava!

uesta parte del sito è dedicata ad una miglior comprensione su come ci si comportava e cosa si faceva più di seicento anni fa, non come una persona attuale catapultata in un tempo passato, ma come chi, in quel periodo, vi era nato effettivamente.

A chi si rivolgeva per comprare qualche cosa o per lamentarsi di un comportamento scorretto o disdicevole? E con cosa acquistava? E................... migliaia sono le domande.

Contiamo molto di riuscire a dare alla maggior parte di queste una risposta, la più valida possibile.

Oggi si esce al mattino, si va a lavorare prendendo i mezzi pubblici o l'auto, si consultano le pagine gialle (sotto forma di rubrica o sito web) per trovare un negozio, si va dall'avvocato o dal giudice per contestare un fatto negativo accaduto, e così via.

Ma come si comportava un individuo a Milano alla metà del Trecento?

Qualunque cosa ti passi per la mente scrivici o dì la tua nel forum, se vuoi invece essere informato su qualunque attività inerente iscriviti alla mailing list.

Non dobbiamo, seguendo un ragionamento semplicistico, immaginare che la vita di qualche secolo fa fosse molto diversa, più spoglia, priva di colore, discordante da come la intendiamo nel nostro tempo.

Niente affatto! Una persona del XIV secolo agiva esattamente come noi e a questa stregua appare chiaro il punto basilare di partenza: meglio si conosce l'ambiente in cui ci si muove, più questo avverrà naturalmente. Compiuto questo importante passo, tutto il resto vien da sé.

Ovviamente qualunque gesto, anche il più piccolo, si è  perso nel tempo. Per noi è naturale accendere la luce premendo un  semplice tasto,  macinare chilometri (anche  solo  per spostarci  al luogo di lavoro)  giornalmente, riscaldarci appena entrati in casa, uscire o viaggiare di notte, prendere un'aspirina se si ha mal di testa e mille altri esempi ancora. Per poter meglio comprendere il modo di agire e pensare del passato bisogna immergersi com-pletamente nel quadro complessivo ed adattarsi alla cornice storica in questione.

Archeologia sperimentale e ricostruzione storica ci aiutano a trasportarci in questo mondo nuovo (ovviamen-

te per noi), dove i problemi e le questioni da risolvere sono sempre gli stessi, ma le risposte e le soluzioni sono   differenti!

A me piace pensare:

¨ci abbigliamo come in un affresco del Lorenzetti

¨ci comportiamo come in una cronaca del Fiamma

¨ci esprimiamo come in una novella del Boccaccio

¨ci  serviamo di oggetti simili a quelli utilizzati da un Visconti

 

di questo ma riuscite a notare mentalmente le  persone di un'epoca lontana rischiarate dalla luce fioca delle candele, udite il  vociare di quegli stessi individui, li  immaginate indaffarati nei loro comportamenti quotidiani.

e visitando una costruzione antica, quale un'abbazia o una chiesa, un edificio, una chiesa, un palazzo  comunale,  un castello od  un altro luogo  fortificato, non  vi  soffermate  unicamente sulle  fredde  pareti

 

         

Se, visitando un  museo, indugiate sull'oggetto conservato dietro  la vetrina e  vi  domandate, curiosi,  come questo fosse utilizzato e da chi, intravedendolo tra le mani del suo possessore originario.

     Bene, se almeno una volta avete immaginato queste suggestioni, vuol dire che il desiderio di conoscere e

       sapere è insito in voi.

        Se  poi  avete sognato di  rivivere di  persona  quelle sensazioni allora, inconsciamente, avete già com-

           piuto il primo passo verso una situazione completamente differente da quella che state  vivendo e, di

             conseguenza, verso la ricostruzione storica.

Titolo: "Il Soldato Medievale"

Autore: Gerry Embleton, John Howe

Editore: Ermanno Albertelli Editore

Commento: Si tratta del primo libro di Embleton e Howe e con certezza del primo volume completamente dedicato da dei seri ricostruttori al proprio periodo. Incentrato sugli anni settanta del Quattrocento, attraverso una splendida iconografia riesce a ricreare perfettamente l'atmosfera associandola alla didattica. L'imponente mole iconografica non deve trarre in inganno, i testi sono pregnanti, davvero.

Titolo: "Le categorie della cultura medievale"

Autore: Aron Gurevic

Editore: Bollati Boringhieri

Commento: E' un testo che tratta, in modo analitico, approfondito e serio la cultura del periodo, ovvero come si rapportava l'uomo passato al contesto in cui viveva. Di naturale importanza perché ci fa capire come non bisogna rileggere la storia con i nostri occhi (moderni) ma cercare di interpretarla avvicinandosi il più possibile alla mentalità e alla visione dell'epoca.

Titolo: Vari, sei titoli diversi

Autore: A.A.V.V.

Editore: York Achaelogical Trust

Collana: "Archaeology of York series"

Commento: Al pari dei ritrovamenti di Londra, questa collana si riferisce alla cittadina di York e considera il periodo storico che va dal 900 al 1500 ca. Ogni titolo un argomento: legno, metallo, cuoio, osso etc. Tomi ricchi di dati, disegni e immagini. Rispetto alla serie edita dai musei di Londra questa è più specifica e meglio inquadrata, essendo pubblicata verso la fine del Novecento, al contrario della prima di quasi mezzo secolo precedente. In inglese.

Titolo: Vari, sette titoli diversi

Autore: A.A.V.V.

Editore: HMSO

Collana: "The Museum of London Books on medieval material culture"

Commento: Inizialmente edito in un volume unico, si basa sui rinvenimenti avutisi a Londra per lo scavo delle fondamenta di alcuni edifici, contesti datati in un periodo che va dal 1100 al 1500 ca. Ogni volume è inerente ad un argomento diverso: scarpe, tessili, coltelli, accessori degli abiti, etc. Corredati da moltissimi dati e da un ottima iconografia, analizzano i reperti secondo i canoni dell'archeologia. In inglese.

Qualcosa da leggere....................

Titolo: "Il costume militare medievale"

Autore: Gerry Embleton

Editore: Ermanno Albertelli Editore

Collana: "Fotografare la storia"

Commento: Sottolinea prettamente l'ambito militare ma non disdegna anche quello civile. Ripercorrendo un periodo che va dal X al XVI secolo con, ovviamente, una predilezione per il XV secolo, analizza i singoli oggetti dal punto di vista di chi li ricostruisce tenendo conto dell'aspetto archeologico. Da leggere e guardare.

Titolo: "Decameron"

Autore: Giovanni Boccaccio

Editore: Newton Compton

Commento: Scritto tra il 1349 e il 1354 da uno dei maggiori letterati italiani di tutti i tempi, proprio quando la peste imperversava, è composto da 100 novelle che rendono espliciti i modi di fare, dire e la vita quotidiana del periodo in diverse regioni italiane. Di sicura utilità. In italiano trecentesco.

..........da vedere..........

Titolo: "Non ci resta che piangere"

Regia: Massimo Troisi

con: Roberto Benigni, Massimo Troisi

Commento: Una rocambolesca avventura di due individui catapultati per incanto dagli anni '80 al 1492 (quasi millecinque.....). Dal punto di vista storico sono degni di nota due passi del film. Quello del professore (Benigni) smanioso di uscire ed apprendere e del bidello (Troisi) rintanato in casa e quello che esplica pregevolmente come anche un sempliciotto della nostra epoca fa apparire il geniale Leonardo da Vinci quasi un illetterato.

Titolo: "Timeline: ai confini del tempo"

Regia: Richard Donner

con: Bill Connolly, Frances O'Connor, Paul Walker, Gerard Butler, Brian Tyler

Commento: Un'altra avventura in cui più persone (stavolta quattro archeologi consapevoli) vengono trasportate da un tempo moderno (fine millennio) nell'A.D. 1357. Decisamente con un taglio più storico rispetto al precedente, pecca però di pressapochismo nella parte di ricostruzione storica. Per la trama è di certo molto meglio il libro.

 

..........da ascoltare..........

Titolo: "Chominciamento di gioia"

Musicisti: Ensemble Unicorn

Etichetta: NAXOS

Commento: E' una raccolta musicale solo strumentale sulle danze della metà del Trecento. In pratica si tratta di una buona interpretazione del codice italiano di questo periodo presente nella British Library. Da mantenere quale sottofondo per iniziare ad addentrarsi nel periodo.

Titolo: "D'amor cantando"

Musicisti: Ensemble Micrologus

Etichetta: Opus 111

Commento: Tratte dal Codice Rossi della prima metà del XIV secolo, sono la più antica espressione italiana sull'Ars Nova e la conseguente nascita del madrigale. Le ballate monodiche, strumentali o polifoniche ci indicano la via verso l'elemento profano.

 

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..........e da visitare

Nome: Musei etnografici italiani

Tipologia: Museo

Commento: I musei etnografici  hanno il pregio di  mostrare

la vita come si svolgeva  nei secoli  scorsi (ottocento e primo novecento) in contesti per nulla industrializzati, indirizzandoci spesse volte verso le soluzioni più vicine a quelle dei secoli precedenti. Da segnalare il museo di Schilpario perché la valle di Scalve, essendo di difficile accesso, ha mantenuto più a lungo la propria autosufficienza lontano da contesti più "civilizzati". Sono comunque numerosi gli altri musei tra cui ricordiamo quello di Premana.

Nome: Arts e tradition

Tipologia: Museo

Commento: Al pari dei musei etnografici italiani, anche in Francia si ha l'equivalente. Il sito è ben organizzato e per ogni regione (che i francesi dividono in dipartimenti, numerandoli) sono elencati tutti i musei senza però la descrizione degli stessi. Come in tutti i musei etnografici occorre però fare attenzione a ciò che può essere paragonato ad un oggetto o comportamento del passato, magari vecchio di secoli, ma non attribuibile al periodo da noi ricercato.

 

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