Misure
  3000 braccia

 

miglio lombardo

   (metri 1.784,81)

   
  683 ½ trabucchi    
       

zitata (metri 5,22)

2 trabucchi

12 piedi

        144 once

       

trabucco = m. 2,61

braccio = metri 0,595   piede = m. 0,435
esi e misure

Torna in alto        Pagina iniziale        E-mail        Mappa del sito

libbra grossa pari a 762 grammi

quintale pari a Kg. 32,67

peso pari a Kg. 7,62

fascio (o centinaio) pari a Kg. 76,25

rubbo pari a Kg. 8,17

libbra sottile (o piccola) pari a 327 grammi

libbra grossa

683 ½ trabucchi

3000 braccia

Il braccio (mercantile) di Milano pari a 0,595 metri era l'unità di  mi-

sura  basilare ed un campione si trovava scolpito in una  lapide del Broletto nuovo. Equivalenti allo stesso (e perciò di medesima misura) vi erano il braccio da panno ed  il  braccio da seta. Il braccio da le-

 gname pare invece che avesse una misura differente ma  non ci  è da-

 to sapere quale.

1 trabucco milanese da ½ zitata (6 piedi) equivaleva a 2,61 metri ed era diffuso nell'abbiatense, in Brianza, nella bergamasca, nel cremonese e in parte della lomellina.

 

                                                                                  La zitata era comunemente impiegata nella misurazione di strade e di

                                                                                  canali.

La gittata (zitata) pari a 5,22 metri equivaleva a 2 trabucchi (12 piedi)

Miglio lombardo pari a 1.784,81 metri

A sua volta troviamo: libbra sottile

Le unità di peso erano così suddivise:

 

oncia (equivalente a 27 grammi)

Un momento importante era quello del controllo. Questo veniva esercitato dai Consoli dei Mercanti che vigilavano sulle misure (con un modello che le consuetudini del 1216 riferivano essere presente in "Pescheria" e poi scolpito anche in una lastra di marmo del Broletto) e sulle bilance (rigorosamente in bronzo o ferro) attraverso la nomina di sei "pensatores" (specifici per tali mansioni), giudicavano e poi condannavano i contravventori.

Per le unità di misura occorre fare un distinguo tra quelle utilizzate per il sistema viario o comunque per  settori  estesi e quelle  invece adottate ordinariamente per determinare le di-

mensioni dei beni di tutti i giorni.

Il peso  a  sua  volta si differenziava in peso grosso (pexus) equivalente a 10 libbre grosse (kg.

  7,62) o peso sottile (pexetus) pari a 10 libbre piccole (kg. 3,26). Il peso grosso era  abitual-

    mente impiegato per misurare il ferro e il fil di ferro.

 

    Il fascio era adottato principalmente per il fieno, la pa-

 glia e la legna da ardere.

La libbra sottile  era solitamente impiegata nella misurazione della seta lavorata, della grana (tipo di tessuto) e in generale per la "roba da mercadanti".

La libbra grossa veniva invece utilizzata per misura-

re  i  commestibili (carne, pesci freschi, formaggi,

olio, burro, etc.), la seta greggia o tutti i generi di

cuoio (pelli di montone, pelli varie e cuoiami).

Il rubbo o rubo era l'unità di misura adoperata prevalentemente per determinare gli imballaggi nei trasporti. Una carica o soma era difatti composta di solito da 16 rubi (o equivalentemente da 400 libbre piccole).

Un rafforzamento del potere pubblico da parte del comune prima, e della signoria poi, veniva ri-

cercato anche attraverso l'unificazione dei pesi e delle misure  per  poter ottenere una  maggiore

centralità ed unitarietà. Osserviamo quindi, a partire dal XII secolo, una  crescente  diffusione

del sistema di pesi e misure milanesi in tutta la Lombardia, a dispetto dei particolarismi locali. Con il XIII secolo Milano riesce ad imporre una certa uniformità ai centri minori anche se molto spesso alcune città vici-

ne, chiese, monasteri e piccole terre avevano propri pesi e misure. Si inizia a diffondere sempre più l'espres-sione: "ad mensuram de mediolano".

Anche per le unità di peso e di misura dobbiamo fare delle brevi puntualizzazioni sulle differenze tra quello a

cui siamo abituati oggi e come invece era allora:

I)    non esisteva il sistema metrico decimale (introdotto a  Milano con  la  legge del 31 ottobre 1803);

II)  anche se determinate, ciascuna misura e peso non aveva un rimando universale ma soffriva spesso di molteplici interpretazioni e di imprecisione (ad esempio nella stessa Milano possiamo trovare libbre di 24 o 30 once);

III)  a favore di quanto sopra esposto si può aggiungere che i pesi e le misure variavano a seconda della località e senza dover andare troppo lontano (ad es. tra Milano e Monza).

˂
˂

 
˂
˂
X 100
X 100
X 10
X 25
X 28
X 12

Il boccale da osteria qui a fianco, ritrovato a Milano durante gli scavi condotti  per la  li-

nea tre della  metropolitana, non è solo un

contenitore per liquidi  ma  più  probabil-

mente è uno strumento per misurare la

vendita al  minuto del  vino nelle osterie.

Identificabile dal marchio posto sul fronte

    Cavaliere dell'Apocalisse raffigurato nel Battistero di Padova da Giusto de' Menabuoi nel terzo quarto del Trecento

Qualcosa da leggere..........

Titolo: "Milano e le sue misure. Appunti di metrologia lombarda fra Tre e Quattrocento"

Autore: Luciana Frangioni

Editore: Edizioni scientifiche italiane

Commento: Il miglior volume in commercio che tratta delle misure e dei sistemi ad essa inerente adottati a Milano e dintorni nella seconda metà del Trecento e ai primi del Quattrocento. Discernendo tra misure di peso e di lunghezza e tra Milano e altri luoghi limitrofi, l'autrice tratta in modo pressoché completo l'argomento.

Titolo: "Pesi e misure, ieri e oggi"

Autore: A.A.V.V.

Editore: Camera di commercio di Vicenza

Commento: Pubblicazione che dedica una sua parte alla riscoperta di come avvenivano gli scambi e i commerci (e di conseguenza le misurazioni ad essi inerente) nel passato. Notevoli le illustrazioni degli strumenti utilizzati per stabilire pesi, volumi e grandezze.

 

Accanto un covone di fieno tratto dal "Livre de la chasse" di Gaston Phoebus miniato nei primi decenni del Quattrocento e un covone di  fieno come si può vedere ancora oggi in Ucraina

 

Riassumendo

 

Pesi  

rubbo (kg. 8,17)

        libbra sottile (gr. 327)

                              peso sottile (kg. 3,26)

oncia

(gr. 27)

 

quintale (kg. 32,67)

peso grosso (kg. 7,62)

          libbra grossa (gr. 762)  
   

fascio (kg. 76,25)

nità di peso

Reperti di pesi da bilancia ottocenteschi che costituivano l'oncia lombarda

Immagine  tratta  dal  Ta-

    cuinum  Sanitatis  con

       l'asta atta a misurare

            il tessuto

Si notino i pesi da bilancia di cui qui un esemplare dell'epoca

Qui a fianco vi è un raro contenitore del XIII secolo utilizzato per misurare le "decime", ovvero il  quantitativo di  grano

    dovuto ai monasteri ad ogni raccolto

Un venditore di stoffa misura le dimensioni davanti al compratore

Il piede (braccio agrimensorio) corrispondeva a 0,435 metri (ov-

 vero a 43 cm.) ed era costituito da 12 once

  a loro volta costituite da 12 pollici.

Miniatura del XIV secolo che mostra un "pensatores" ovvero un supervisore. Da notare la bilancia

per la verifica dei pesi e l'asta con molteplici tacche per il controllo delle misure. 

Tipo di bilancia raffigurata in una miniatura del "Codice di Manesse" dei primi decenni del Trecento

Miniatura raffigurante la pesatura della lana dallo Statuto dell'Arte della Lana di Bologna del 1395

  

isure e lunghezze