omportamenti

Bevono vino anche d'estate

milanesi

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I milanesi, è rinomato sono sempre stati un po' altezzosi e amano ostentare la propria ricchezza, anche fittizia. Questo lo si può notare da piccoli particolari, ad esempio il forte utilizzo di costose candele di cera oltre quelle, normalmente utilizzate, di sego.

osa si mangiava e si beveva?

a lingua

Vicino al centro se possibile. Lì si può trovare in una qualsiasi delle piazze dove, quotidianamente, svolgono la loro attività. Per farci un idea di come poteva presentarsi il mercato di allora dobbiamo pensare di ripercorrere un "suk" come spesso si vedono ancora oggi nel Nord Africa o nel vicino Oriente. Questo è quanto, probabilmente, più si avvicina all'epoca.

A seconda delle merci trattate la loro ubicazione risulta differente ma sempre con un comun denominatore: il centro di Milano e le due basiliche ad esse correlate. I pesci piccoli (e anche i molluschi) si trovavano proprio di fronte alla basilica di S. Tecla (nell'odierna piazza del Duomo) come il pollame poco più distante, mentre la pescheria grossa era più spostata vicino al Broletto (ex area del Monastero del Lentasio). Tra le due pescherie si vendevano drappi e tessuti. Sul lato settentrionale della basilica maggiore e nelle immediate vicinanze si possono trovare mercerie, passamanerie, borse, cinture, bottoni e calzature; poco più in la (abside di Santa Tecla) i vestiti usati, i banchi per le riparazioni varie ma anche alimentari di  basso profilo come il pane e assimilati o i formaggi. Le "beccherie" (macellerie) si trovavano invece dietro a quello che oggi è il Duomo (dietro la basilica si S. Maria Maggiore) ma  gli animali da carne vivi  (bovini, ovini e anche suini) si potevano trovare invece dalla parte opposta, in piazza Cordusio.

Infine sul lato meridionale della basilica di Santa Tecla troviamo le pelliccerie e i berrettai.

inoltre in  tutta  Europa soprattutto come mercanti, come sottolineano le diverse testimonianze

   del periodo.

   Ogni etnia influenzava comprensibilmente con  le proprie caratteristiche, i propri comporta-

  menti e i propri usi la popolazione di Milano creando quella commistione di culture che, con

  il tempo, è diventata peculiare della città. Già  dagli anni '40 del Trecento il cronista Galvano

    Fiamma scrive che i  milanesi  portavano le vesti strette come gli spagnoli, i capelli tondi al-

la francese, la barba lunga in stile "barbaro", cavalcavano furiosamente alla tedesca e parlava-

no diverse lingue come i popoli tartari. Non c'è che dire, davvero un bel crogiuolo di civiltà.

iverse genti

cambi commerciali

citate e compendiandole con  alcuni  ritovamenti  organici  avutisi  nel

  territorio possiamo affermare che:

   - naturalmente ciò che andava per la maggiore era il frumento (o la

    segale, il miglio e qualuque altra "granaglia") e i suoi derivati  di cui

        il principale era il pane (e la pasta);

        - il consumo di carne era abbondante (arrostita o bollita), fosse

        questa  bovina, suina, equina od ovina  ma anche pollame. Non

e       mancava la cacciagione, soprattutto di piccola taglia;

   anzi, sulla loro tavola si poteva trovare un po' di tutto. Ovviamente su quelle benestanti, la gente meno abbiente doveva sempre accontentarsi di minori quantità e qualità differente di cibo. Riprendendo le cronache di già

E non si può certo dire che i milanesi si trattassero male nel mangiare,

E la loro parlata? Il loro dialetto è così lontano da quella lingua toscana universalmente adottata come il volgare per eccellenza. Un curioso anneddoto riporta come il celeberrimo Leonardo da Vinci, arrivando a Milano più di un secolo dopo si domandasse incuriosito: "Ma questi, che lingua parlano?"

Ma la città di Milano non è famosa solo per i mercanti e i commercianti. Dalle cronache di Fra Bonvesin della Riva e da quelle del Fiamma, oltre che da un elenco dei paratici,  possiamo desumere anche quali fossero le attività più importanti.

dei motivi alla base dell'etereogeneità culturale sovente riscontrabile. Qui è facile incontrare persone di diverse nazionalità, alemanna soprattutto e catalani ma anche minoranze provenzali, francesi e persino individui dell'est europa. Non mancano certo gli italiani, toscani, piemontesi e

 veneti su tutti. Ma i milanesi non forestieri sono molti, sia in città, sia nel contado e sparpagliati

Milano si trova sulle più importanti vie di comunicazione e commerciali.  Proprio questo è uno

verso il centro. Ma i commercianti non si lasciano fermare da questo e li possiamo trovare ovunque in città, naturalmente i posti più ambiti sono nelle vicinanze della basilica di S. Tecla, meglio ancora se sotto i portici o

 

 

I mercanti milanesi viaggiano in tutto il mondo (conosciuto), dall'Europa continentale (Inghilterra, Fiandre, Francia, Catalogna, etc.) all'estremo oriente, portando con se le merci di maggior rilievo (famosa la ferramenta, le armi e armature e i fustagni milanesi) e importando i prodotti maggiormente diffusi nel luogo dove si trovano. E' possibile riconoscerli dalla folta barba.

Chi vende al dettaglio invece possiede una bottega fissa detta "stallo" o un "banco" amovibile che provvede a collocare nei  luoghi  maggiormente  frequentati.

I milanesi sono dei buoni bevitori e conviviali: un buon bicchiere di

   vino (locale, ma anche estero)

    non manca mai!

   I milanesi, al pari degli abitanti di molte altre città, sono abili  venditori

  e ci sono voluti appositi  regolamenti per vietare che gli stessi collocas-

 sero i propri  banchi di vendita sulle vie principali che dalle porte vanno

Qualcosa da leggere..........

Titolo: "De magnalibus Mediolani: le meraviglie di Milano"

Autore: Bonvesin da la Riva

a cura di Franco Pontiggia e Maria Corti

Editore: Bompiani

Commento: Si tratta della nuova edizione illustrata (con xilografie cinquecentesche) del libro edito nel 1974 che, riprendendo l'opera di Bonvesin da la Riva del 1288, estrapola un'affascinante descrizione, un po' di parte, della Milano del periodo.

 Titolo: "Storia di Milano"

  Autore: A.A.V.V.

   Editore: Fondazione Treccani degli

    Alfieri    

       Commento:  Monumentale opera

         in 16 volumi (20 con  gli  aggior-

          namenti) che  raccoglie tutte  le

           vicende  inerenti  Milano  dalla

             sua fondazione ad oggi.

           Leggermente datata ma sempre

               ricca di spunti interessanti.

 

- pesci di tutti i tipi (trote, capitoni, dentici, tinche, anguille, lamprede), granchi e gamberi;

- frutta, legumi  e verdura (cavoli, bietole, lattuga, spinaci, sedano, finocchi, prezzemolo, zucche, porri,

aglio, etc.) completavano il tutto, abbondando sulle tavole dei ceti più poveri dato il loro costo contenuto;

- latte (e formaggi), uova e miele erano altri prodotti che Milano poteva vantare in abbondanza ed in tale modo consumati.

Le donne amano gironzolare in abiti sgargianti e di seta con il collo e il gozzo scoperti ed impreziositi da oro, argento e perle.

Non è raro poi trovare la domenica le comari sulla porta a vedere gli uomini passare.

                 Tessile e abbigliamento

 Tessitori di lino, lana, seta e cotone

                                    Fustagnari

Tintori
Sarti e pellicciai
Calzolai
Servizi e commercio
Barbieri e chirurghi
Speziali
Albergatori
Merciai ambulanti
Artigianato
Conciatori di pelli
Cuoiai
Fabbri, armorari e spadari
Sellarii
Magistri a muro
Alimentari
Beccai (macellai)
Formaggiai
Fornai

 

e occupazioni

Il mercato di Porta Ravegnana a Bologna all'inizio del XV secolo

 La  consuetudine prevede  che  sia

   meglio porre la merce di persona

               sulla bilancia e fare atten-

                 zione che i commercianti

                 non tengano sul banco al-

intorno a quest'ultima.

Strana gente quella di Milano. Soprattutto per chi non la conosce e gli capita di incontrarla per la prima volta. Laboriosi, sempre indaffarati, ben vestiti e ben curati. Ma non sono grossi come i "vicini" bergamaschi, tutt'altro. Anzi è ben risaputo che il contado milanese ha dato i natali a due imperatori romani e a tre papi, oltre ad altre persone insigni senza contare i signori attuali: i Visconti.

cuna cosa a cui potersi appoggiare.

I venditori sono molto furbi e cercano di raggirare i propri clienti

  La presenza di uomini d'affari conosciu-

       ti   come "lombardi"  ma   provenienti

da tutto il nord Italia è testimoniata anche dai nomi di alcune vie a Parigi (rue des Lombards) e a Londra (Lombard Street)