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Perché l'Archeologia Sperimentale

studio attento delle fonti e loro scrupolosa interpretazione. Per poter valutare rigorosamente una fonte bisogna considerare non solo il periodo storico alla quale appartiene, ma anche tutte le variabili che la contraddistinguono, come ad esempio il contesto da cui proviene o quello che l'autore della fonte ha voluto rappresentare in quel momento. Abbiamo fonti scritte, fonti iconografiche, reperti, etc. (vedi sotto);

 

mentalità. E' forse il passo più difficile da compiere ma anche quello essenziale per poter effettuare una ricostruzione storica conforme ai canoni che la stessa richiede. Chi si avvicina a questa attività deve entrare nell'idea che non appartiene più al suo tempo, non deve ragionare o comportarsi come una persona del XXI secolo, ma deve agire come un individuo di più secoli fa, fare suoi tutti quei piccoli gesti che avrebbe compiuto un qualsiasi personaggio vissuto nel passato, traslare la propria condotta attuale in tutte le sue accezioni, quali i pensieri, le preoccupazioni, i problemi, in poche parole entrare nella quotidianità dell'epoca prescelta appropriandosi del suo contesto culturale;

Piccolo vademecum sulle fonti

 

¨      reperti archeologici materiali conservati presso i musei e collezioni private;

¨      testimonianze iconografiche provenienti da:

-         risorse figurate come dipinti, affreschi, miniature, disegni, arazzi;

-         sculture ornamentali e funerarie, reliquiari, sigilli, monete;  

¨      documentazioni scritte quali:

-         fonti narrative;

-         fonti letterarie;

-         fonti diplomatiche (ordinanze, atti amministrativi, regolamenti corporativi, inventari, testamenti, libri contabili e documenti vari);

-         fonti didattiche (libri tecnici e trattati).

riproduzione materiale dell'attrezzatura come, ad esempio, l'abbigliamento, gli oggetti di uso quotidiano, gli utensili, l'armamento, etc. Per un'opportuna ricostruzione bisogna prima di tutto effettuare una valutazione storica sull'oggetto da ricreare, ovvero determinare se appartiene al periodo prescelto. Normalmente si considera di pertinenza di un periodo un oggetto esistente in quell'epoca o appartenente ad un'epoca precedente e con una valida giustificazione per la presenza in quel periodo (per esempio oggetto di grande valore oppure bene di primaria  importanza). Non si considera un oggetto posteriore se non per analogia! Ma ciò non basta. Lo stesso oggetto deve essere congruo alla  locazione  geografica in cui  si trova, alla cultura di  appartenenza, al  rango (ceto sociale)  del detentore. Una volta determinato tutto ciò bisogna  concentrarsi  sul manufatto. Basilare è  la  scelta delle materie prime. Non solo devono essere quelle del periodo, ma  le loro caratteristiche devono avvicinarsi  il  più possibile a quelle originali. Ad esempio, per il XIV secolo, i tessuti devono essere completamente naturali e tinti con colori naturali, la pelle deve essere conciata naturalmente e tinta in egual modo, la mescola della terracotta deve essere meno  pura rispetto a  quella  moderna, il ferro deve essere "antico" (anteriore al millenovecento) perché possiede caratteristiche metallografiche e tempi di invecchiamento differenti

I passi fondamentali da compiere per poter attuare una ricostruzione accurata ed attendibile sono tre:

Ebbene, se riguarderete quella fotografia, una, cento, mille volte non riuscirete ad afferrare nuovamente lo splendore del paesaggio come l'avete vissuto in quella circostanza. E, di conseguenza, non riuscirete mai a provare le stesse sensazioni che vi pervadevano al momento in cui l'avete scattata.

L'Archeologia Sperimentale è anche questo. È soprattutto questo. Capire, imparare, ma andare oltre alla sola immaginazione: vivere la situazione di persona!

n aspetto secondo me molto interessante e molto affascinante nello studio della storia, è la possibilità di poterla ricreare, di poterla rivivere annullando la distanza temporale che ci separa dall'epoca convenuta e di  rendere attuale ciò che  normalmente si  ritrova  in  una cronaca  antica o in  un  documento

Vi è inoltre la possibilità di rendere funzionale ed efficiente un manufatto che appartiene al passato, ora conservato magari in una teca polverosa di un museo e quindi spossessato del proprio valore e avulso dal proprio contesto. La facoltà di utilizzare una copia esatta di tale oggetto ci permette anche di capire meglio la sua finalità e tutto quello che è ad esso inerente, tramutandolo quindi in qualcosa di più realistico e pratico.

Questa disciplina scientifica, più nota come ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE, affiancandosi al fondamentale studio tradizionale della storia attraverso tutte le sue fonti, consente di poter meglio comprendere ed avvicinarsi alla stessa e verosimilmente di farlo in modo interessante e piacevole.

Una volta scelte le materie prime bisogna concentrarsi sul metodo costruttivo. Per approssimarsi a quelli originali, bisogna utilizzare gli stessi attrezzi di un tempo e le stesse tecniche di lavorazione. Sempre riprendendo gli esempi precedenti, l'abito deve essere puntato rigorosamente a mano e la cucitura deve essere dello stesso tipo di quella utilizzata originariamente, il filo deve essere dello stesso materiale e colore del tessuto che si sta adoperando, la terracotta deve essere lavorata a mano e cotta in forno a legna, il ferro forgiato sull'incudine a caldo o a freddo.

vete mai provato a riguardare una fotografia di un panorama, che al momento vi sembrava così esageratamente incantevole, da non poter fare a meno di immortalarlo per portarlo con voi?

Questo studio, effettuato direttamente sulle risorse primarie, è completato poi dalla lettura degli innumerevoli testi, più o meno contemporanei, redatti da autori che hanno compiuto ricerche approfondite ed hanno elaborato tesi personali. Non trascurabili sono le fonti più tarde o popolari (specialmente in culture che hanno mantenuto e tramandato nel tempo tradizioni antiche) che, oppurtanamente mediate, sono uno spunto interessante.

Titolo: "Archeologia Sperimentale"

Autore: John Coles

Editore: Longanesi

Commento: I fondamenti della moderna archeologia sperimentale riassunti in questo libro risalente agli anni settanta. L'archeologia sperimentale non è più una branca della scienza astratta e priva di una sua espressione concreta, ma una disciplina concreta. E diventa accessibile a tutti.

Qualcosa da leggere....................

Titolo: "The science and archaelogy of materials"

Autore: Julian Henderson

Editore: Routledge

Commento: Dalla preistoria al rinascimento analizza i materiali inorganici (vetro, ceramica, metalli, pietra) utilizzati nella manifattura degli oggetti quotidiani. Un sostanzioso contributo per meglio capire come erano prodotti tali oggetti e quindi la possibilità di poterli ricostruire correttamente. In inglese.

Titolo: "Archeologie Sperimentali. Metodologie ed esperienze fra verifica, riproduzione, comunicazione e simulazione"

Autori: A.A.V.V.

Editore: Provincia Autonoma di Trento

Commento: E' la pubblicazione degli atti del convegno tenutosi nel 2001 nelle vicinanze di Trento. Archeologi italiani e d'oltralpe si sono riuniti per discutere su questo tema in Italia ancora ai primordi. Incentrato sulla protostoria, con qualche riferimento al periodo romano.

Titolo: "Archeologia teorica"

Autore: Enrico Giannichedda

Editore: Carocci

Commento: Fondamentali sono i testi che spiegano le indagini stratigrafiche, l'associazione dei dati agli scavi, etc. L'archeologia è una disciplina pratica ma ciò che gli archeologi fanno è strettamente legato a ciò che pensano. Qui una serie di temi che ci indirizzano ad un approccio corretto. E ciò che vale per l'archeologo classico forse vale ancora di più per quello sperimentale.

volte l'Archeologia Sperimentale assume l'aspetto della Ricostruzione Storica (stricto sensu) ma molto spesso viene confusa, travisata, distorta.

Nell'immaginario collettivo si viene tutti ricompresi sotto l'egida del "figurante" in costume, pronto a 

Archeologia Sperimentale e Ricostruzione Storica

titudine di persone che, professandosi quali perfetti ricostruttori, conducono a comportamenti o pensieri errati.

Esistono dei momenti in cui l'archeologo sperimentale tenta di divulgare, scientemente e non senza una certa soddisfazione, le proprie conoscenze e le proprie scoperte.

Ma, come detto, questo può portare ad un fraintendimento o ad una miscredenza da parte di chi osserva.

Il nostro proposito è anche quello di cercare di indirizzare chiunque verso un pensiero il più possibile senza errori.

Per esplicare le notevoli differenze si può paragonare il tutto con l'attività di un animale visto al circo, allo zoo e nel suo ambiente naturale. Ciò che cerca di vivere l'archeologo sperimentale è la terza ipotesi, tutto il resto ricade nelle prime due.

divertire il prossimo senza alcuna valenza didattica o culturale. Ciò purtroppo è dovuto a causa di una mol-

Titolo: "Che cos'è l'etnoarcheologia"

Autore: Massimo Vidale

Editore: Carocci

Commento: Piccolo libro che spiega quali sono le possibilità di poter studiare, mediante l'analogia, i comportamenti passati di persone non più esistenti con quelli di popolazioni ad essi assimilabili. E riassume, allo stesso modo, i pericoli e gli errori in cui si può incorrere in questo tipo di approccio. Per chi sperimenta un proponimento imprescindibile.

Titolo: "Archeologia della produzione"

Autore: Tiziano Mannoni, Enrico Giannichedda

Editore: Einaudi

Commento: Questo lavoro considera l'archeologia delle attività produttive quale metodologia di osservazione e studio volta a ricostruire non solo i processi produttivi e le relative tecniche ma anche l'insieme di strutture, tradizioni e comportamenti entro i quali le diverse tecniche si vengono a collocare.

..........e da vedere

Titolo: "Quarto comandamento"

Regia: Bertrand Tavernier

con: Monique Chaumette, Niels Tavernier, Julie Delpy, Bernard-Pierre Donnadieu

Commento: La storia si ambienta in Francia nel 1330. La narrazione, drammatica, si snoda nel complicato rapporto tra padre e figlia quando la figura patriarcale, soprattutto di un potente signore, era predominante. Sicuramente la cosa migliore del film è l'ambientazione e le ricostruzioni realizzata con la consulenza di Le Goff.

Titolo: "Il mestiere delle armi"

Regia: Ermanno Olmi

con: Hristo Jivkov, Sergio Grammatico

Commento: Storicamente corretto al limite del possibile in una produzione cinematografica che punti anche al guadagno, ogni dettaglio viene curato in modo maniacale. Compresi i dialoghi. L'ambientazione è l'Italia di inizio Cinquecento, la storia è la vita (anzi la morte) di Giovanni de Medici, più noto come Giovanni dalle Bande Nere.

 

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urtroppo, al giorno d'oggi, risulta molto difficile e dispendioso ricreare, seguendo l'iter sopra descritto, un qualsivoglia oggetto.

Ma la sfida è proprio questa!

Si segnalerà quando e come questo verrà effettuato.

vergato secoli e secoli fa. Trasformare quindi quelli che, agli occhi di molti, sono solo dati, vicende e avvenimenti trascorsi e quindi conclusi in qualcosa di ancora vivo, ancora reale.